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I colori degli scarti

I colori degli scarti

Questo pezzo è stato scritto con Luca Dalmasso e pubblicato sul numero 56 di Internazionale Kids.

In un borgo di montagna abbiamo scoperto che al tempo dei vostri bisnonni era usanza ospitare un pettirosso in ogni stalla durante l’inverno. Erano degli eccezionali segnatempo: quando si avvicinavano alle finestre delle case, cercando di entrare, significava che nel giro di qualche giorno sarebbe arrivata la prima neve. Passando l’inverno nella stalla, stavano al caldo e nel frattempo tenevano puliti gli animali dai parassiti, di cui sono ghiotti, Non sapevamo che così vicino a noi ci fosse un esempio tanto simile a quello che la bufaga fa con i grandi erbivori. Durante un viaggio in Burkina Faso, un paese dell’Africa occidentale, il passaggio di un branco di elefanti vicino al villaggio è stato annunciato da questi buffi uccelli che vivono appollaiati sul dorso dei pachidermi, cibandosi di insetti dannosi per il grande mammifero.
Oltre ad ascoltare, ballare e suonare ritmi che sembravano arrivare dal centro del mondo, abbiamo visto dipinti incredibili realizzati con pigmenti (sostanze coloranti) naturali: i colori della terra, ricchi di ossidi di ferro, con sfumature di marrone, rosso, arancione, giallo; e poi spezie, bucce di frutti, petali di fiori e foglie. In modo simile lavora l’artista bolognese Francis Offman, che per i suoi quadri usa colori e materiali donati e riciclati. Ama specialmente i fondi di caffè, che raccontano una storia in cui si intrecciano colonizzazione, diritti umani e identità culturali, legando l’Uganda, terra d’origine di Offman e del caffè, con l’Italia e la sua grande tradizione di produzione e consumo di questa bevanda.
Anche noi possiamo creare dei pigmenti naturali, magari da materiali di scarto: le parti esterne del cavolo rosso, qualsiasi foglia verde, la bucce d’arancia, carota o cipolla, i fiori, le cortecce, le rocce e molto altro. Noi abbiamo dipinto così, con i bambini, una grande bandiera della pace. Non viene voglia anche a voi di provare a creare un quadro che racconti una storia?

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sono Chiara

lavoro come maestra nella scuola primaria

benvenutə tra le oltreluci, luogo di pensieri e racconti di scuola

le oltreluci accendono l’immaginazione e l’amore per la scoperta, aprono spazi sconfinati di pensiero poetico e critico, intrecciano le arti ad ogni sapere, che si fa così creazione e trasformazione

le oltreluci sono quei bagliori di senso che possono guidare noi maestrɜ oltre le consuetudini, alla ricerca di pensieri e percorsi che espandono e ridisegnano ogni nostro già detto, già fatto, già pensato

le oltreluci sono scintille che abitano i diversi modi di sentire, pensare e conoscere: se riusciamo a vederle, allora possiamo accompagnare a brillare ogni unicità; sono piccoli segnali luminosi a ricordarci che siamo in ogni momento in cammino verso un miglioramento, di qualsiasi entità

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