Racconto qui un viaggio nel regno vegetale compiuto insieme allɜ bambinɜ di una seconda primaria. Si tratta di una esplorazione scientifica, poetica, sonora e artistica del mondo delle piante.
Giorno 1- Ascoltare i semi
Ho portato in classe 4 strumenti artigianali, tipo maracas, di altrettanti materiali diversi (cartoncino: scatola di chewing-gum; vetro spesso: flacone di integratori; plastica: contenitore per chewing-gum; metallo: contenitore per caramelline di menta), riempiti con altrettanti semi di specie e soprattutto dimensioni diverse (mais, riso, ceci, chia). Senza fare nessun preambolo, né introduzione di nessun genere, ho cominciato a mostrare e far suonare questi strumenti. Dopo qualche minuto di ascolto ed esperienza, ho chiesto allɜ bambinɜ di provare ad indovinare che cosa ci fosse all’interno di quei contenitori e che li facesse suonare. Dopo diversi tentativi, i bambini arrivano ad indovinare, per prima cosa il mais, poi il riso e, infine, i ceci. Per quanto riguarda la chia, è stato svelato loro perché probabilmente è un tipo di materiale a cui sono poco abituati (ma che mi interessava per il tipo di sonorità visto che si tratta di semi piccoli che producono suoni più simili a fruscii, rispetto agli altri semi, soprattutto mais e ceci, con sonorità più secche e piene). Una volta osservati questi materiali presenti all’interno delle maracas, allɜ .bambinɜ è stato chiesto di individuare quale fosse l’insieme a cui appartenessero tutti e, attraverso una discussione guidata, siamo arrivatɜ a comprendere che si trattasse di “semi”. A questo punto, per capire dove si trovino naturalmente i semi, ho mostrato loro alcuni frutti conosciuti, vale a dire: kiwi, banana, arancia, mela e pomodoro. Li abbiamo aperti insieme e, dentro, abbiamo trovato proprio semi di forma, dimensioni e colori diversi e siamo arrivatɜ alla conclusione che sono i frutti a custodire i semi e che, quindi, guardandolo da questo punto di visto, anche un pomodoro è un frutto e che qualche cosa può essere, quindi, sia frutta sia verdura. Abbiamo, infine, preso i semi di ceci e ognunə ne ha seminato un paio dentro ad un bicchiere trasparente riempito di cotone bagnato, per osservarne la crescita. L’esperienza è stata raccontata sul quaderno.

Giorno 2 – La germinazione
Dopo 7 giorni dalla semina dei ceci, abbiamo effettuato una prima osservazione della germinazione. Ognə bambinə ha dapprima potuto osservare e maneggiare delicatamente i semi contenuti nel proprio bicchiere. Poi, in un secondo momento, i semi/plantule in germinazione sono stati suddivisi fisicamente in gruppi omogenei per aspetto (e, quindi, per stadio di crescita). Una volta raggruppato, li abbiamo ordinati secondo le fasi di sviluppo: ingrossamento/entrata dell’acqua nel seme; fessurazione; emissione della radichetta; emissione della piumetta.


L’esperienza è stata raccontata sui quaderni, creando un semplice racconto illustrato e condiviso dello sviluppo dei semi.


Giorno 3- Dal seme alla pianta
A quasi 2 settimane dalla semina dei ceci nel cotone bagnato è stata condotta una nuova osservazione, simile alla prima e, dopo osservazione individuale e collettiva, e suddivisione delle plantule in gruppi omogenei, le nuove osservazioni sono state riportate nuovamente sul quaderno, come riportato nei punti 4 e 5 delle foto riportate sopra.

Le plantule di ceci sono state, quindi, trapiantate in un vasetto di terra, di cui è stata illustrata l’importanza per la nutrizione delle piante stesse.
In seguito, è stato chiesto ad ogni bambino di disegnare liberamente una pianta, senza altra indicazione che questa: “Disegna una pianta”.





















Dall’osservazione collettiva dei disegni, è stato, quindi, possibile, identificare le parti principali della pianta, che, a questo punto dell’esplorazione del mondo vegetale, nessun bambinə è stato in grado di includere in modo completo nel proprio disegno libero. Dopo aver individuato come parti principali: seme, fusto, foglia, radice, fiore e frutto, sono stati osservati alcuni ortaggi comuni, che ho portato in classe, per cercare di capire a quale parte della pianta corrispondessero: carota>radice, patata>fusto, cipolla>fusto, zucchino>frutto, insalata>foglia, pomodoro>frutto, carciofo>fiore in bocciolo.
I disegni sono stati, in seguito, analizzati per comprenderne la completezza e le misconcezioni e confrontarlo con una consegna analoga al termine del percorso.
Elementi più frequentemente rappresentati
Fusto: è presente in tutti i disegni. Questo suggerisce che i bambini associano con decisione la pianta a un elemento verticale portante, confermando un’immagine molto radicata e diffusa.
Foglie: appaiono in 13 su 21 disegni, un dato incoraggiante ma non ancora universale.
Fiori e ramificazioni: presenti in circa metà dei casi. La presenza dei fiori può riflettere l’influenza di immagini standardizzate (fiori stilizzati), mentre le ramificazioni richiedono una comprensione più articolata della struttura della pianta.
Elementi poco rappresentati o trascurati
Radici: disegnate solo da 4 bambini. Tuttavia, è interessante notare che la loro assenza potrebbe essere legata a un criterio di realismo: le radici, essendo sotterranee, non si vedono. Questa mancanza non necessariamente indica un’assenza di conoscenza, ma piuttosto un’aderenza alla visione concreta e osservabile della pianta.
Frutti e semi: i frutti compaiono in 6 disegni, mentre i semi in uno solo. I semi sono stati disegnati solo da un bambino che ha raffigurato una fragola, dove i semi sono effettivamente visibili. Questo rafforza l’idea che la rappresentazione dipenda fortemente dall’esperienza diretta e dalla visibilità.
Suolo e vaso: il vaso è presente in 15 disegni, mentre il suolo solo in 7. Ciò riflette probabilmente un maggior contatto con piante in vaso (esperienze domestiche) rispetto a piante in terra (esperienze naturali).
Aspetti concettuali e misconcezioni
È positivo notare che quasi nessun bambino ha disegnato contemporaneamente fiori e frutti, suggerendo — anche se forse inconsapevolmente — una corretta percezione dello sviluppo della pianta nel tempo (prima il fiore, poi il frutto).
Alcuni disegni presentano misconcezioni interessanti: fiori che nascono direttamente dal tronco, carote confuse con frutti, una pianta carnivora antropomorfizzata con denti aguzzi, o piumette rappresentate come radici. Questi elementi offrono spunti preziosi per interventi chiarificatori durante il percorso educativo.
Elementi relazionali
Solo un bambino ha disegnato una persona che innaffia la pianta, segno che la relazione tra uomo e pianta (cura, manutenzione) non è ancora ben interiorizzata a livello spontaneo.
Giorno 4 – Il corpo delle piante
Dopo aver discusso, sempre partendo dall’osservazione dei loro disegni, sulle parti del corpo delle piante, abbiamo scritto un breve testo sul quaderno.

Ho portato in classe, dentro ad uno scatolone, quella che ho definito, senza che lɜ bambinɜ la vedessero, “un’ospite”. Ad un certo punto della lezione l’ho tirata fuori svelando la sorpresa: si tratta di una pianta di Hoya carnosa. È servita per far osservare loro da vicino insieme una pianta, toccandone rami e foglie, ma, soprattutto per introdurre la riproduzione vegetativa, cioè la capacità che le piante hanno di produrre una pianta identica a loro stesse dalla radicazione di una parte del loro corpo che non è il seme. Abbiamo prodotto delle talee tagliano porzioni dei lunghi fusti e mettendoli poi in acqua e ragionando sul fatto che le piante sono creature straordinarie, capaci di cose che noi non possiamo permetterci: posso creare un altro me stesso mettendo nell’acqua una parte di me senza la quale posso vivere senza problemi? La risposta per noi è no, ma per le piante sì.

Giorno 5 – Osserviamo
La giornata è stata dedicata all’osservazione. Innanzitutto, abbiamo osservato sia le talee di Hoya, che in alcuni casi avevano cominciato ad emettere nuove radici avventizie, sia le plantule di pisello, che mostrano segni di sofferenza da trapianto.
Dopo di che, a gruppetti, abbiamo allargato lo sguardo affacciandoci alle tre grandi finestre della classe, cercando di concentrarci sulle piante e sulle caratteristiche che riuscivamo a riconoscere da lì. Il momento dell’anno è stato propizio per osservare che alcune piante avevano le foglie e alcune no e comprendere, quindi, la differenza tra specie caducifoglie e sempreverdi, sulla stagionalità della perdita delle foglie in un caso e costante nell’altro.
In seguito, è stato riportato sul quaderno il seguente testo:

Al termine della lezione, è stato assegnato il compito di raccogliere e portare almeno 2 foglie diverse per ciascuno.
Giorno 6 – Le foglie
Disposti in un grande cerchio nell’atrio antistante la classe, lɜ bambinɜ hanno mostrato le (numerosissime) foglie raccolte, le hanno osservate e descritte secondo le loro competenze e poi abbiamo provato a coglierne somiglianze e differenze, in termini di: forma, colore, grandezza, tipo di margine, sensazione al tatto, numero di foglioline, nervature). Abbiamo poi riportato le nostre osservazioni sul quaderno, anche grazie al disegno dal reale di alcune delle foglie osservate.


Infine, abbiamo osservato alcune foto portate con orgoglio da V che ritraevano tutte le sue piante di casa. Grazie in particolare alla presenza di piante succulente, abbiamo potuto osservare le spine e comprendere che, come in altri casi, si tratta di trasformazioni della foglia.
Giorno 7 – Ancora foglie
La giornata è stata semplicemente dedicata al ripasso visivo delle foglie, che avevamo messo a seccare tra fogli di giornale, anche grazie ad alcune classificazioni più standardizzate, sulla base di alcune schede procurate dalla tutor d’aula e selezionate insieme.


Giorno 8- I fiori
Siamo scesi nel giardino della scuola, dove ci siamo potuti dedicare all’osservazione diretta di alcuni alberi, soffermandoci su forma delle foglie e aspetto delle cortecce, ma soprattutto ci siamo concentrati sui fiori, essendo in corso la piena fioritura di un bel ciliegio.
I bambini hanno potuto manipolare ed osservare i fiori sia ad occhio nudo, sia grazie all’utilizzo di semplici lenti di ingrandimento.


Abbiamo poi osservato da vicino i fiori, anche “spogliandolo” via via di petali e sepali, così da comprendere dal vivo la struttura-base.
In seguito, i bambini hanno raccolto e osservato liberamente altri tipi di fiore presenti nella vegetazione erbacea del prato e abbiamo cercato di individuare insieme i vari componenti.
Una volta risaliti in classe, abbiamo come d’abitudine, annotato sul quaderno le osservazioni, in un testo semplice, ma condiviso.

Giorno 9 – I frutti
Nonostante i frutti siano stati, insieme ai semi, il punto di partenza del nostro percorso, abbiamo dedicato questa lezione, osservandoli nuovamente, ricordando come siano la trasformazione del fiore e in particolare dell’ovario e sottolineandone le funzioni biologiche ed evolutive.
È stata portata in classe una teca universitaria storica, prestata dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che ha permesso non tanto di inoltrarsi in distinzioni troppo complesse, ma per capire che tutte le piante sostanzialmente producono frutti e non solo quelle che comunemente consideriamo tali.

Al termine, è stata prodotta una sintesi sul quaderno:

Giorno 10 – La fotosintesi clorofilliana
La giornata è stata dedicata all’esplorazione della fotosintesi, come ricetta semi-magica per trasformare gli ingredienti di partenza (energia solare, acqua e anidride carbonica) in zuccheri utili alla vita della pianta stessa e, indirettamente, alla vita di chi si nutre delle piante.

Inoltre, si è dedicato tempo alla costruzione di maracas con dei contenitori di recupero portati da casa dai bambini, riempiti con semi uguali a quelli utilizzati nel giorno 1, ricoperti di scotch di carta e decorati liberamente.
Infine, si è poi dedicato tempo per trapiantare le talee radicate in vasetti da loro decorati.
Giorno 11 – Ricapitolando con ritmo
Abbiamo dedicato del tempo ad alcune attività musicali e cinestetiche.
In preparazione di un’attività realizzata nei giorni successivi, è stata introdotta la body percussion, dicendo allɜ bambinɜ che tutto potenzialmente suona, anche il nostro corpo anche senza ricorrere al nostro principale strumento musicale che è la voce. Viene proposta e appresa una sequenza di body percussion in otto tempi: schiocco di dita, battito di mani, battito del petto con una mano, battito del petto con l’altra mano, battito della coscia con una mano, battito della coscia con l’altra mano, passo da fermo con un piede, passo da fermo con l’altro piede.
Dopo, abbiamo tirato fuori le nostre maracas per un gioco musicale, in cui lɜ bambinɜ sono statɜ divisɜ in due gruppi: le piante e gli animali. Io dicevo un’azione che compiono gli esseri viventi (da loro affrontati prima dell’inizio del percorso) e poi i due gruppi dovevano suonare le maracas, al cenno della conduttrice/direttrice d’orchestra solo nel caso in cui ritenessero che gli animali o le piante compissero quell’azione lì. Via via che procedeva l’attività, ne abbiamo discusso insieme e abbiamo compilato la seguente tabella.

Sul movimento, in particolare, nel corso del tempo, abbiamo potuto osservare, soprattutto grazie all’osservazione dell’emissione della piumetta del cece, che le piante sono capaci di spostarsi anche se si tratta di un movimento sicuramente diverso da quello “muscolare” degli animali. La principale differenza sulla quale ci siamo soffermati non è stata certo il meccanismo cinetico fisiologico, ma il tempo impiegato (molto più lungo per le piante che per gli animali) e lo spazio percorso (molto più piccolo per le piante che per gli animali).
Giorno 12 e Giorno 13 – I servizi ecosistemici delle piante
I due incontri sono stati dedicati alla domanda “Cosa fanno le piante per noi?” e alla realizzazione di una “filastrocca in movimento” su questo tema.
Siamo partiti da una discussione libera, che, nel tempo ha portato a queste conclusioni:

Da lì siamo partiti per una costruzione testuale condivisa, con l’obiettivo di ottenere una filastrocca da accompagnare con la sequenza in otto tempi della body percussion appresa in precedenza. Le due norme da seguire, discusse e condivise insieme, sono state:
- Versi da 8 sillabe per poter essere accompagnate dalla sequenza
- Rima baciata a 2 a 2.
Il lavoro, sempre condiviso e misurato, ha portato alla seguente “filastrocca in movimento”, che abbiamo poi provato e riprovato diverse volte:
Cosa ci danno le piante?
Queste cose sono tante:
polline, carta, cotone,
legno, ombra, protezione,
ossigeno per vivere
i frutti da raccogliere,
verdure che ci fan bene,
promesse in ogni seme,
fiori belli, colorati,
dolci, freschi, profumati.
Giorno 14 – Verifica e autovalutazione
L’ultimo giorno è stato dedicato alla somministrazione della verifica finale e del questionario di autovalutazione, di seguito riportati.
Compito autentico: “Io sono una pianta!”
Crea un racconto con disegni e parole in “6 vignette illustrate”: ti chiedo di utilizzare disegni e brevi frasi di spiegazione per raccontare la vita di una pianta.
Fai (almeno) queste vignette:
**1. Il mio inizio**
“Ero un piccolo seme, nascosto nella terra e…”
oppure
“Ero un frammento di fusto/una foglia e…”
**2. Cosa mi serve per crescere**
**3. Com’è fatto il mio corpo e come cambia nel tempo**
**4. Cosa faccio nella mia vita**
**5. Quali sono le cose belle che dono alle persone?**
🌱 Autovalutazione: “Io sono una pianta!” 🌿
Nome: ________________
Data: ________________
🖍 Pensa al tuo lavoro e colora il semino che senti più vicino a te!
| Domanda | 🌱 Mi è riuscito benissimo! | 🍃 Ci ho provato, ma posso migliorare! | 🌰 Devo ancora lavorarci! |
| Ho raccontato bene la storia di una pianta? | 🟢 | 🟡 | 🔴 |
| Le mie didascalie sono chiare e facili da capire? | 🟢 | 🟡 | 🔴 |
| I miei disegni aiutano a raccontare la storia? | 🟢 | 🟡 | 🔴 |
| Ho mostrato cosa serve a una pianta per vivere? | 🟢 | 🟡 | 🔴 |
| Ho raccontato cosa fanno di speciale per me le piante? | 🟢 | 🟡 | 🔴 |
📝 Una cosa che mi è piaciuta tanto del mio lavoro:
💡 Una cosa che la prossima volta vorrei fare ancora meglio:
Infine, è stato consegnato un piccolo ricordo del percorso compiuto insieme: una bustina di semi misti accompagnato da un pensiero.

Mi piacerebbe provare a far circolare questi contenuti senza i social, come semi trasportati dal vento o dalle mani di chi li trova interessanti. Se questo post ti è piaciuto, puoi condividerlo con qualcuno a cui potrebbe parlare. E se vuoi ricevere le ‘oltreluci a domicilio’, trovi tutto nel banner laterale. Grazie! Chiara

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