vie educative per cuori vivi e menti accese

Ascoltare il corpo

Ascoltare il corpo

All’interno di un percorso più ampio dedicato alla conoscenza del corpo umano, ho proposto allɜ bambinɜ della mia classe quinta una consegna per le vacanze di Pasqua semplice ma inconsueta: ascoltare il proprio corpo. Nessuna scheda da compilare, nessuna ricerca da fare, solo un invito ad ascoltarsi con attenzione. L’unica indicazione era quella di individuare almeno due suoni prodotti dal corpo – ad esclusione di flatulenze ed eruttazioni, occasione che ho colto per introdurre con leggerezza anche il lessico scientifico legato a questi due fenomeni fisiologici spesso oggetto di ilarità.

I suoni andavano poi riprodotti con oggetti, lasciando spazio alla creatività di ciascuno: il respiro diventava il fruscio di un tessuto leggero, il battito dei denti poteva essere reso con due legnetti, il battito del cuore con tocchi ritmici su una scatola, un gorgoglio con l’acqua mossa in una bottiglia. Al rientro in classe, ho raccolto i suoni e li ho montati in un’unica traccia audio. Poi ho proposto un gioco di ascolto: riconoscere i suoni, provare a nominarli, collegarli al corpo e immaginare come erano stati ricreati.

Per chi volesse provare ad indovinare i suoni, la traccia è ascoltabile cliccando qui.

L’attività ha aperto una riflessione più profonda sull’ascolto del proprio corpo: un gesto apparentemente semplice, ma in realtà raro e prezioso. In un tempo in cui anche i bambini sono spesso immersi in stimoli esterni continui, imparare ad ascoltarsi diventa un atto di cura e consapevolezza. Il corpo non è solo oggetto di studio anatomico, ma anche fonte di suoni, ritmi, segnali da interpretare. Riconoscerli e trasformarli in linguaggio sonoro ha permesso di avvicinarci a esso con rispetto, curiosità e anche, forse, una certa dose di creatività.

Il sonoro in questa attività è stato utilizzato in modo espressivo, esplorativo e relazionale, diventando uno strumento centrale sia per la conoscenza del corpo sia per lo sviluppo di competenze sensoriali e creative.
Il suono è stato utilizzato come canale di ascolto e consapevolezza corporea: è stato il punto di partenza per un esercizio di ascolto interiore. Chiedere ai bambini di riconoscere i suoni del proprio corpo ha favorito una relazione più attenta, intima e rispettosa con se stessi. Il sonoro ha quindi attivato un processo di auto-osservazione, spesso trascurato nei percorsi scolastici sul corpo.
Il suono è stato utilizzato come mezzo di espressione e traduzione creativa: i suoni corporei sono stati reinterpretati attraverso oggetti del quotidiano. Questo passaggio – dal corpo all’oggetto – ha stimolato immaginazione, analogia e sperimentazione sonora. I bambini non solo hanno ascoltato, ma hanno anche tradotto e ricreato quei suoni, attivando un processo creativo che coinvolge corpo, mente e ambiente.
Il suono è stato utilizzato come materiale per un’esperienza ludico-didattica collettiva: la traccia sonora costruita con i contributi individuali è diventata un gioco di ascolto collettivo. In classe, il sonoro ha favorito l’interazione, la memoria acustica, la capacità di discriminazione e il dialogo. Ha unito in modo naturale conoscenza, gioco e condivisione.
Infine, il suono è stato utilizzato come come stimolo per una riflessione sensibile: ha permesso di avviare una riflessione sul corpo non solo in termini scientifici, ma anche come paesaggio sonoro personale, fatto di ritmi, silenzi, e segnali da ascoltare. Ha reso il corpo meno oggetto da analizzare e più soggetto da conoscere.
Insomma, il sonoro è stato impiegato non solo come contenuto, ma come metodo: ha guidato, accompagnato e trasformato l’apprendimento, facendolo passare attraverso l’esperienza diretta e sensibile.

Mi piacerebbe provare a far circolare questi contenuti senza i social, come semi trasportati dal vento o dalle mani di chi li trova interessanti. Se questo post ti è piaciuto, puoi condividerlo con qualcuno a cui potrebbe parlare. E se vuoi ricevere le ‘oltreluci a domicilio’, trovi tutto nel banner laterale. Grazie! Chiara

Lascia un commento

sono Chiara

lavoro come maestra nella scuola primaria

benvenutə tra le oltreluci, luogo di pensieri e racconti di scuola

le oltreluci accendono l’immaginazione e l’amore per la scoperta, aprono spazi sconfinati di pensiero poetico e critico, intrecciano le arti ad ogni sapere, che si fa così creazione e trasformazione

le oltreluci sono quei bagliori di senso che possono guidare noi maestrɜ oltre le consuetudini, alla ricerca di pensieri e percorsi che espandono e ridisegnano ogni nostro già detto, già fatto, già pensato

le oltreluci sono scintille che abitano i diversi modi di sentire, pensare e conoscere: se riusciamo a vederle, allora possiamo accompagnare a brillare ogni unicità; sono piccoli segnali luminosi a ricordarci che siamo in ogni momento in cammino verso un miglioramento, di qualsiasi entità

le oltreluci nascono da e continuano ad essere per liberi sentieri

le oltreluci sono venti, vie, scintille, nodi, passi e orizzonti

clicca qui per una mappa utile a muoversi nel sito

se vuoi scrivermi:

se preferisci ascoltare i contenuti: