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Un mese e più insieme a Giribù

Un mese e più insieme a Giribù

Giribù nasce da un lavoro con Luca Dalmasso: lui ha ideato e sonorizzato il personaggio e la storia, io ho contribuito alla riscrittura, approfondendo la dimensione metaforica e scrivendo il testo della canzone, poi musicata da Luca.
Voglio bene a Giribù come ad una creatura nata da un immaginario condiviso, ma credo, più in generale, al valore di storie come questa: create pensando ad un pubblico preciso, con un piano di lettura letterale, utile ad alcuni aspetti educativi, ed un altro di interpretazione più metaforico.

L’aspetto in cui ho creduto di più, tuttavia, riguarda la funzione estetica, narrativa e abilitante del suono e della musica. Questa storia, come altre, è resa sonora e musicata e, proprio per questo, si arricchisce di bellezza, di emotività e soprattutto di accessibilità sensoriale, estendendo l’autonomia di fruizione. Il suono non semplifica: apre.

Giribù è nata per accompagnare narrativamente l’acquisizione dei numeri naturali da 0 a 10, ma contiene in sé un potenziale didattico notevole, come in questi ultimi due mesi ho provato a sperimentare con lɜ bambinɜ della mia classe prima primaria.
Giribù non è solo questo: è anche una storia che esplora l’identità, il cambiamento e la percezione di sé. Giribù cresce e si ritrova non per accumulo, ma per sottrazione: è nella perdita, nell’attraversare la tristezza, che ritrova la sua corsa autentica.

Ho scelto di accompagnare lɜ bambinɜ con cui ho la fortuna di lavorare in un’impresa sulla carta per nulla facile. Come compiti per le scorse vacanze di Natale, è stato loro richiesto di ascoltare (e riascoltare tutte le volte che era per loro piacevole e/o necessario) proprio la Storia di Giribù. Lɜ bambinɜ hanno iniziato a settembre la loro prima elementare, per cui un testo così lungo poteva rappresentare una sfida altissima. Ed è lì che l’ascolto è arrivato a permettere loro l’accesso.
Ad accompagnare l’ascolto ho immaginato di chiedere loro tre diverse attività, a consolidamento di competenze in via di acquisizione:
– GIRIBÙ E I NUMERI: ASCOLTA LA STORIA. SCRIVI O DISEGNA I NUMERI CHE SENTI (ESEMPIO: DUE ALBERI ENORMI E VECCHISSIMI). POI RIUNISCILI IN COPPIE O IN PICCOLI GRUPPI PER ARRIVARE AL NUMERO 10 (ESEMPIO: 2 + 8 = 10).
– GIRIBÙ E I VIVENTI: RIASCOLTA LA STORIA. SCRIVI O DISEGNA TUTTI GLI ESSERI VIVENTI CHE INCONTRI.
– GIRIBÙ E LE VOCALI: ASCOLTA LA STORIA. SCRIVI ALMENO 3 PAROLE CHE INIZIANO CON A, ALMENO 3 CON E, ALMENO 3 CON I, ALMENO 3 CON O, ALMENO 3 CON U.

La richiesta era decisamente sfidante, perché ha richiesto attenzione sostenuta e selettiva, memoria di lavoro, discriminazione uditiva, associazione fonema-grafema e quantità-simbolo, integrazione multisensoriale, e molto altro.
È stato molto bello, raccogliere i frutti, al ritorno dalle vacanze e, vedere, che nessun non vivente era stato disegnato e da lì ripartire per comprendere come mai fossero diventatɜ così espertɜ nel riconoscere la vita (questo, però, è un percorso lungo tutto un anno che sarà documentato con tutta calma).
Ed è stato meraviglioso prendere atto della varietà con cui sono stati identificati i numeri presenti nel testo: chi lo ha scritto ha pensato ad una struttura narrativa retta sulla successione crescente dei numeri naturali e, quindi, la mia attesa era, proprio, di vedere disegnati o scritti 2 alberi, 3 scoiattoli, ecc. E, invece, ho trovato anche “altri cento”, “una volta”, “un uomo”… In un caso, ho persino trovato la successione, quasi cronachistica, di tutti i numeri pronunciati nella storia, con una sequela, di “UN, UNA, UNO, UN, UNO…” in ordine di apparizione. La ricchezza che è scaturita dalla condivisione di queste diverse declinazioni di una stessa consegna ha aperto la strada a nuova conoscenza. Ogni mente ha filtrato la storia in modo diverso e noi lo abbiamo toccato con le nostre mani.

Insieme, in queste settimane, siamo ancora andati avanti, seguendo le tracce del nostro (ormai amato) cavallo del vento: abbiamo messo in ordine le sequenze a partire da alcune vignette che ho chiesto di generare all’AI (e che hanno portato ad una interessante conversazione tra chi sosteneva che i 5 lupi fossero stati citati prima dei 6 laghetti e chi, invece, notava che, tuttavia, l’incontro effettivo tra Giribù e i 5 lupi sia avvenuto dopo il sogno dei 6 laghetti; abbiamo fatto esperienza di pensiero critico.), ne abbiamo scritto un riassunto collettivo, abbiamo esplorato le emozioni di Giribù nei passaggi-chiave della storia e le abbiamo confrontate con le nostre, suscitate dalle strofe della canzone. E la canzone ci ha regalato tristezza piena in alcuni tratti, tristezza mista a gioia in altre parti, rabbia mista a paura; le parole ci hanno suggerito un’emozione e al tempo stesso la musica un’altra. Giribù ci ha esposti alla complessità del reale: si può essere tristi ma speranzosi, si può perdere qualcosa eppure correre più veloci.

Giribù, correndo nel vento, ha creato un ecosistema di apprendimento attorno a sé, con l’arte veicolo di bellezza e un’accessibilità che non toglie ma aggiunge nuove, anche inimmaginabili dimensioni.

Hai appena letto “Un mese e più insieme a Giribù”: è una delle vie di Oltreluci, un percorso realizzato in classe a partire da uno dei nodi, la “Storia di Giribù”.

Mi piacerebbe provare a far circolare questi contenuti senza i social, come semi trasportati dal vento o dalle mani di chi li trova interessanti. Se questo post ti è piaciuto, puoi condividerlo con qualcuno a cui potrebbe parlare. E se vuoi ricevere le ‘oltreluci a domicilio’, trovi tutto nel banner laterale. Grazie! Chiara

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sono Chiara

lavoro come maestra nella scuola primaria

benvenutə tra le oltreluci, luogo di pensieri e racconti di scuola

le oltreluci accendono l’immaginazione e l’amore per la scoperta, aprono spazi sconfinati di pensiero poetico e critico, intrecciano le arti ad ogni sapere, che si fa così creazione e trasformazione

le oltreluci sono quei bagliori di senso che possono guidare noi maestrɜ oltre le consuetudini, alla ricerca di pensieri e percorsi che espandono e ridisegnano ogni nostro già detto, già fatto, già pensato

le oltreluci sono scintille che abitano i diversi modi di sentire, pensare e conoscere: se riusciamo a vederle, allora possiamo accompagnare a brillare ogni unicità; sono piccoli segnali luminosi a ricordarci che siamo in ogni momento in cammino verso un miglioramento, di qualsiasi entità

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