vie educative per cuori vivi e menti accese

Dentro (e fuori) alla frustrazione

Non so bene cosa sia successo davvero, ma in questa settimana corta di scuola ho avuto la sensazione che qualcosa si sia spostato.
Qualcosa di difficile da mettere a fuoco, eppure centrale.

Si è abbassata la mia frustrazione.

In classe cerco una postura viva, accesa, anche un po’ selvaggia. Non coltivo il disordine, anzi: amo un silenzio creativo, una compostezza che brulica di energia.
Eppure mi imbatto continuamente in esondazioni naturali: distrazioni, chiacchiere, passeggiate, deviazioni dalle traiettorie che ho tracciato con cura.

La mia frustrazione nasce spesso nell’ascolto dei miei stessi richiami.
Da minuscola si ingrandisce a ogni “siediti”, a ogni “non dondolarti”, a ogni “ascolta il tuo compagno”, a ogni “lo sai a che punto siamo?”, a ogni “stiamo lavorando”.

Questa settimana è andata diversamente.

Nel mio solito peregrinare tra i banchi ho appoggiato più mani sulle spalle che parole nell’aria.
Ho proposto passeggiate defaticanti a gambe che chiedevano libertà.
Ho sussurrato inviti invece di richiamare ad alta voce.
Ho guardato meglio dentro alcune attività clandestine e spesso ci ho trovato un esercizio autonomo di decompressione.
Ho preso al volo i saltelli di unə bambinə e li ho trasformati in una pausa attiva per tuttə. Anche per me.

La frustrazione di non riuscire ad accogliere le energie sotterranee che attraversano la classe se n’è andata. E con lei, quella di doverle sempre ricondurre dentro le traiettorie della mia progettazione.

Alla fine, non era la loro energia a essere eccessiva.
Era la forma che cercavo di imporle a non essere la sua.

Hai appena letto “Dentro (e fuori) alla frustrazione”: è uno dei venti di Oltreluci, una riflessione di scuola.

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2 risposte a “Dentro (e fuori) alla frustrazione”

  1. Avatar Elisabetta Rizzo
    Elisabetta Rizzo

    sempre bello leggere le tue pillole di saggezza!!

    Piace a 1 persona

    1. Avatar Chiara Bertora

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sono Chiara

lavoro come maestra nella scuola primaria

benvenutə tra le oltreluci, luogo di pensieri e racconti di scuola

le oltreluci accendono l’immaginazione e l’amore per la scoperta, aprono spazi sconfinati di pensiero poetico e critico, intrecciano le arti ad ogni sapere, che si fa così creazione e trasformazione

le oltreluci sono quei bagliori di senso che possono guidare noi maestrɜ oltre le consuetudini, alla ricerca di pensieri e percorsi che espandono e ridisegnano ogni nostro già detto, già fatto, già pensato

le oltreluci sono scintille che abitano i diversi modi di sentire, pensare e conoscere: se riusciamo a vederle, allora possiamo accompagnare a brillare ogni unicità; sono piccoli segnali luminosi a ricordarci che siamo in ogni momento in cammino verso un miglioramento, di qualsiasi entità

le oltreluci nascono da e continuano ad essere per liberi sentieri

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