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Continue reading →: Pizze e mappe del tesoro: attraversare il tempo delle pagelleA dicembre, approfittando della presenza contemporanea di noi tre insegnanti — un evento rarissimo, quasi un allineamento di pianeti — abbiamo deciso di chiederglielo. Abbiamo aperto una pagina bianca sulla LIM e abbiamo lanciato la domanda: “Avete mai sentito questa parola? Cosa ne sapete?”.Inizialmente il vuoto. Poi, lentamente, le prime…
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Continue reading →: La biochimica nella buccia di bananaOggi in classe, come sempre quando mi avventuro in uno dei miei fuochi più accesi, la scienza, cercavo un equilibrio precarissimo tra l’energia creativa e quell’ordine necessario alla formalizzazione della conoscenza. Stavamo setacciando il “perché”: ormai i miei bambini di prima hanno padronanza nel riconoscere i viventi, ma cercavamo di…
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Continue reading →: Passi leggeriQualsiasi educatore che conduca la sua attività professionale in modo autentico può riconoscere con onestà quei momenti, quelle giornate, quelle settimane intere nelle quali ci si sente distanti da come si vorrebbe essere. Questi tratti sono forse indissolubilmente legati a quegli istanti che funzionano, quei giorni arditi nei quali le…
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Continue reading →: Complessa, viva, autenticaQuando, qualche settimana fa, abbiamo scelto con le colleghe i nuovi posti per l3 bambin3 della nostra classe, V mi ha chiamata nella sua isola, dalla quale non era stata spostata e ha detto, con i suoi occhi limpidi: “Maestra, sono ancora vicina a N e N mi disturba un…
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Continue reading →: Impasti di paceLɜ bambinɜ della mia prima ci hanno messo un po’ ad accogliere tra le proposte di ingredienti della pace anche le risate. Era una proposta di J e sono stata davvero stupita delle espressioni incerte e un po’ diffidenti dellɜ altrɜ. Da persone di pace che desideriamo essere e costruirci,…
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Continue reading →: Con le gambe traballantiL’inizio del nuovo incarico scolastico coincide per me con un periodo di letture dense e significative. Il mio primo anno intero da docente di posto comune (così il lessico tecnico della scuola chiama la maestra ordinaria, differenziandola nei termini dalla maestra di sostegno) arriva in un momento di conoscenza ravvicinata…
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Continue reading →: L’estate di me come maestraL’estate di me come maestra comincia con l’ultimo giorno di scuola. L’ultimo giorno di scuola, quest’anno ho salutato due quinte. Una l’ho conosciuta per tre anni, l’altra per dieci mesi. Il tempo dei sentimenti è anarchico e chiunque sa che non ha senso la contabilità dei mesi nel volersi bene,…
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Continue reading →: Una poesia, infiniti mondiRacconto qui due esperienze molto diverse, entrambe nate attorno alla stessa poesia di Jacques Prévert, Per te, amore mio. La prima si è svolta in una seconda primaria. Cercavo un testo che permettesse di lavorare in modo spontaneo su un aspetto linguistico – l’uso dell’H nei verbi al passato prossimo…
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Continue reading →: Mrs GreenCondivido una piccola esperienza vissuta in una seconda primaria. Non senza qualche imprevisto, in questa classe nella quale sono stata insegnante di sostegno per un anno, ho introdotto un personaggio di fantasia che potesse aiutare a guidare lɜ bambinɜ, in maniera prima istintiva che formalizzata, ad affrontare le scelte ortografiche…
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Continue reading →: Il suono, luogo in cui stareIn una classe quinta primaria, ho costruito un percorso individualizzato con una bambina con disturbo dello spettro autistico a basso funzionamento. Abbiamo lavorato per due ore la settimana da ottobre a marzo in uno spazio tranquillo, stabile e privo di stimoli eccessivi, dove ci si potesse sentire al sicuro. Il…
