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Lo scudo della libertà

Lo scudo della libertà

Lunedì scorso, sulla lavagna che ospita il programma della giornata insieme, come primo punto ho scritto: “Cosa si festeggia il 25 Aprile?”; quest’anno è arrivato in sordina, travestito da sabato. Mentre lɜ bambinɜ si toglievano la giacca e riponevano i vari materiali sul banco, tra una chiacchiera e l’altra hanno lanciato qualche possibile risposta. E, infatti, al momento di cominciare, due bambinɜ hanno immediatamente alzato la mano, per dare la loro risposta: “È la festa della Liberazione dall’occupazione nazifascista”, dice J. “I fascisti volevano che gli umani facessero tutto quello che dicevano loro”, precisa N.
Da lì in poi, ci siamo fatti guidare da un libro che in classe già conosciamo: “La legge degli italiani. Riscritta per i bambini, per i giovani…per tutti.” a cura di Mario Lodi. Ne abbiamo già letti alcuni articoli, in due momenti di quest’anno: quando serpeggiava in classe l’inquietudine trumpiana dell’ “entrare in guerra” e in occasione del referendum costituzionale (la nostra scuola è stata seggio elettorale, abbiamo cercato di capire cosa sarebbe successo tra le nostre mura). Quel che ci guida è anche, sempre, il nostro qui e ora.
Ecco che, mentre mi accingevo a sfogliare con loro la parte introduttiva di quel libro, che contiene una breve storia d’Italia e s’intitola “Verso la Costituzione”, ecco che tutti chiedevano di poter bere, pulire gli occhiali; sono anche comparsi aerei di carta clandestini. È stata l’occasione per riflettere proprio sulla libertà, provando a dirci che esiste una libertà “buona” che non significa fare ciò che si vuole quando si vuole, ma è una libertà che si ferma dove inizia a dare fastidio al lavoro degli altri.

Quando siamo arrivati alla concessione dello Statuto Albertino è emerso di come i re, ad un certo punto, hanno dovuto affrontare le rivoluzioni. Ed è stato molto bello che, proprio in quel momento, emergesse un proverbio burkinabè che abbiamo conosciuto durante la nostra meravigliosa gita nel bosco:”Se le formiche si uniscono, insieme riescono a spostare un elefante“.

Siamo passati a volo d’uccello tra le guerre mondiali e le dittature. G. ragionando sulle miserie e gli orrori dei conflitti, ad un certo punto ha detto: “È come se la guerra fosse un gigante e noi fossimo tutti dei soldini e ci spreca tutti per comprarsi la sua casa“.

La guerra ci spreca tutti, è proprio vero. L’unica cosa su cui ragioniamo insieme è che la guerra non è un mostro astratto, ma il frutto delle decisioni di esseri umani.

E così ho raccontato che quel sabato ho partecipato al corteo della mia città, perchè sento di dover dire grazie ai partigiani, agli antifascisti, ai costituenti per la mia libertà.
Visto che da pochissimo avevamo parlato dello “scudo del silenzio“, è stato spontaneo definire la Costituzione come il nostro “scudo della libertà”: ci siamo detti che quando ci troviamo davanti a delle ingiustizie, bisogna sempre usare la voce per difendere la giustizia, la verità, la libertà. E, grazie a questo, ritrovare, poi, la pace, che, invece di sprecarci, ci tiene interi.

Hai appena letto “Lo scudo della libertà”: è uno dei venti di Oltreluci, una riflessione di scuola.

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sono Chiara

lavoro come maestra nella scuola primaria

benvenutə tra le oltreluci, luogo di pensieri e racconti di scuola

le oltreluci accendono l’immaginazione e l’amore per la scoperta, aprono spazi sconfinati di pensiero poetico e critico, intrecciano le arti ad ogni sapere, che si fa così creazione e trasformazione

le oltreluci sono quei bagliori di senso che possono guidare noi maestrɜ oltre le consuetudini, alla ricerca di pensieri e percorsi che espandono e ridisegnano ogni nostro già detto, già fatto, già pensato

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