vie educative per cuori vivi e menti accese

Oggi, 28 agosto, nel 1950 muore Cesare Pavese, autore fragile, tormentato che, per sua stessa ammissione, ha fatto due cose che continuano ad essere importanti: ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti.

Di lui si sa molto e molto non si sa. Ha studiato Whitman con passione e lo ha considerato il suo primo grande amore letterario. Di Whitman conservo sempre un verso su tutti (non che lo conosca a fondo, eh): Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini.

Domani o dopodomani arriveranno le nomine da graduatoria per il nuovo anno scolastico. L’emozione è tanta, ma ricordo a me stessa maestra e essere umana che per i prossimi mesi proverò:
– non tanto a insegnare, ma ad accompagnare
– a condividere le pene, le gioie e tutto il resto (Pavese parla tanto di una parte di me, ma la sua vita ferma a 76 anni fa non ha lasciato sufficiente spazio ad una presenza che invece cerco e provo a riconoscermi compagna: la gioia)
– a vedere le moltitudini di cui ogni essere umano è fatto, abbracciando le complessità e le infinite possibilità di cambiamento (le etichette, quelle no, non le vorrò).

La verità, al netto della poesia? Sono agitata. Non riesco ad immaginare – io che teorizzavo il cambiamento– di non tornare dov’ero e di lavorare senza la mia classe e le mie colleghe. A tratti ho anche pensato che sia una fregatura metterci così tanto nella cura della relazione per poi rischiare di ricominciare ogni volta da zero, a contratto scaduto.

Ma poi so che non è vero: dentro a questa nuova esperienza, ci finirà il cuore tutto intero, paura compresa.

Hai appena letto “Moltitudini, graduatorie e altre contraddizioni”: è uno dei venti di oltreluci, cioè una riflessione di scuola.

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sono Chiara

lavoro come maestra nella scuola primaria

benvenutə tra le oltreluci, luogo di pensieri e racconti di scuola

le oltreluci accendono l’immaginazione e l’amore per la scoperta, aprono spazi sconfinati di pensiero poetico e critico, intrecciano le arti ad ogni sapere, che si fa così creazione e trasformazione

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